La soppravivenza dell'africanità

Ma come già detto la religiosità africana continuava a sopravvivere, nei riti praticati ora all’interno delle case private (Ilè-Orisha), mentre nelle strade i festeggiamenti dell’antico carnevale afrocubano tramutavano diablitos e cabildos, dovuti sparire dalle vie pubbliche nel 1885, in comparsas carnevalesche: non cambiando nell’essenza ma adattando la forma alla situazione regolamentare. Ecco che inizia un processo di mascheramento del sentimento religioso e di manifestazione dello stesso, i rituali nelle case, l’apparenza ingannevole nelle feste cristiane per le vie pubbliche, non intaccando il significato e la fede africana.
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Lucumì e Anagò

Una delle più grandi difficoltà nel riallacciare una storia comune, è determinata dalle forti incomprensioni europee, nella nostra tendenza a classificare e definire gli eventi con precisione scientifica può accadere che due fonti poi non coincidano nel tempo. Questo è quello che successe tra spagnoli e inglesi, i due succedutisi a breve tempo nel contatto col medesimo suolo, finirono a definire le stesse cose con termini diversi.
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