Gli schiavi di Ayè

Orula aveva una donna che si chiamava Ayè, ma siccome era cattiva e faceva delle stregonerie e malediceva chiunque molto presto si vide nei guai.

Orula le diede dei consigli per migliorare, non poteva continuare a vedere la vita in quel modo. Le disse di fare ebò e che per fare ciò doveva andare al mercato a prendere delle galline con il denaro che lui le offriva.

Ma Ayè era molto sicura di se e non credeva al fatto che Orula conoscesse molto di più di lei sulla magia e il destino. Una volta arrivata al mercato, anziché comprare le galline comprò tre schiavi. Pensò che in questa maniera avrebbe acquisito più potere e avrebbe faticato meno a fare i lavori di casa. Non le serviva fare ebbò.

Eleguà, che la vide fare spesa al mercato, la seguì fino a casa.

Ayè lasciò gli schiavi in casa e prima di partire disse loro cosa dovevano fare e gli riempì di botte per fargli capire chi comandava.

Al suo ritorno non trovò gli schiavi. Al loro posto c’erano tre pupazzi. Elegguà le fece pagare cara la sua cattiveria.