Gli schiavi di Ayè
08/mar/2007 21:00
Orula aveva una
donna che si chiamava Ayè, ma siccome era cattiva e faceva delle
stregonerie e malediceva chiunque molto presto si vide nei
guai.
Orula le diede dei consigli per migliorare, non poteva continuare a vedere la vita in quel modo. Le disse di fare ebò e che per fare ciò doveva andare al mercato a prendere delle galline con il denaro che lui le offriva.
Ma Ayè era molto sicura di se e non credeva al fatto che Orula conoscesse molto di più di lei sulla magia e il destino. Una volta arrivata al mercato, anziché comprare le galline comprò tre schiavi. Pensò che in questa maniera avrebbe acquisito più potere e avrebbe faticato meno a fare i lavori di casa. Non le serviva fare ebbò.
Eleguà, che la vide fare spesa al mercato, la seguì fino a casa.
Ayè lasciò gli schiavi in casa e prima di partire disse loro cosa dovevano fare e gli riempì di botte per fargli capire chi comandava.
Al suo ritorno non trovò gli schiavi. Al loro posto c’erano tre pupazzi. Elegguà le fece pagare cara la sua cattiveria.
Orula le diede dei consigli per migliorare, non poteva continuare a vedere la vita in quel modo. Le disse di fare ebò e che per fare ciò doveva andare al mercato a prendere delle galline con il denaro che lui le offriva.
Ma Ayè era molto sicura di se e non credeva al fatto che Orula conoscesse molto di più di lei sulla magia e il destino. Una volta arrivata al mercato, anziché comprare le galline comprò tre schiavi. Pensò che in questa maniera avrebbe acquisito più potere e avrebbe faticato meno a fare i lavori di casa. Non le serviva fare ebbò.
Eleguà, che la vide fare spesa al mercato, la seguì fino a casa.
Ayè lasciò gli schiavi in casa e prima di partire disse loro cosa dovevano fare e gli riempì di botte per fargli capire chi comandava.
Al suo ritorno non trovò gli schiavi. Al loro posto c’erano tre pupazzi. Elegguà le fece pagare cara la sua cattiveria.




